Conoscere "Africa Libera"


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Chi siamo?

L’associazione onlus Africa Libera nasce nel maggio del 2004 a Carpi, provincia di Modena, con lo scopo di promuovere progetti a sostegno della popolazione africana.
Ad oggi gli iscritti sono circa 200 e troviamo sempre nuove adesioni a tutti gli eventi a cui partecipiamo.
Il nostro lavoro in questi primi anni è stato indirizzato verso la popolazione del Ghana ed in particolare nella regione Brong Ahafo. Le tre città più interessate dgli interventi di Africa Libera sono state Nkoranza, Busunya e Nkrankwanta.
Grazie al soddisfacente spirito di cooperazione venutosi a creare nel nostro territorio, abbiamo intessuto rapporti con altre associazioni disposte a collaborare  e guidate dagli stessi ideali, pur agendo in paesi differenti. Questo ci ha permesso di allargare il nostro raggio d'azione, e poterci interessare anche ad altri stati africani come il Mali, il Niger e il Congo.
Per ora counque i progetti principali di Africa Libera interessano quasi esclusivamente il Ghana.
Africa Libera collabora attivamente anche con altre associazioni del territorio modenese, in particolare lo IAHM (Associazione Internazionale per la Medicina Umanitaria) e ISF (Ingegneria Senza Frontiere) di Modena.

Come è nata l'idea dell'associazione?

L’idea dell'associazione è nata diversi anni prima della sua effettiva creazione da un’idea di Marino Malaguti, attuale presidente di Africa Libera, che, dopo un viaggio in Ghana ed una permanenza nella città di Nkoranza, ha deciso di dare il proprio contributo per migliorare le condizioni di vita in una zona come tante in Africa, dove la popolazione è pesantemente colpita da problemi quali la malnutrizione, la mancanza di lavoro, le malattie e l’impossibilità di cure adeguate ed accessibili ai più deboli.
Il primo passo è stata quindi la creazione di un centro dell’associazione proprio a Nkoranza, intitolato ad "Amalia Salati", e che fa da fulcro e da base operativa  per i nostri progetti in tutto il territorio circostante. Si tratta inoltre di un luogo di accoglienza e soggiorno per i volontari che vogliono dare una mano andando in Ghana ed uno spazio ricreativo per i bambini e le altre persone del villaggio con cui si viene a contatto durante il nostro impegno in loco.
Il passo successivo è stato quello di fondare una onlus regolarmente registrata presso l'albo regionale del volontariato, creare uno statuto e cominciare a raccogliere le adesioni di quanti - parenti, amici e curiosi - condividevano gli stessi ideali di solidarietà e volevano impegnarsi per attuarli.

Nei primi anni di vita Africa Libera ha cercato di privilegiare alcuni temi principali verso i quali indirizzare i propri progetti, valutati in base alle condizioni specifiche della regione in cui operiamo.
Essi sono principalmente:

- Settore acqua.

- Settore formazione professionale.

- Sostegno a strutture già esistenti sul territorio ghanese come centri di accoglienza per bambini orfani, malati mentali ecc. attraverso la donazione di materiali raccolti in Italia.

- Raccolta di medicinali, computer e altri materiali a favore della popolazione locale più bisognosa.

- Educazione al rispetto ambientale e all'igiene.

- Settore sanità, in particolar modo per la maternità e la cura del bambino.

- Diritti umani, immigrazione, lotta alla violenza sulle donne.

- Turismo responsabile.

Quali sono stati i progetti e le strutture realizzate in Ghana?

Dal 2004 ad oggi Africa Libera ha realizzato o contribuito a realizzare:

- Un centro di aggregazione per anziani nel centro della città di Nkoranza.

- Un pozzo e un sistema di pompe idriche per permettere alla popolazione di bere acqua pulita.

- Un consultorio medico rivolto principalmente ai giovani in cui è presente un medico e tre infermiere, in collaborazione col servizio sanitario ghanese. Il consultorio servirà anche come centro di studio e scambio tra medici italiani e africani.

- Un'aula dotata di computer e monitor per lo studio dell'informatica.

- Un laboratorio di falegnameria completamente attrezzato per l'insegnamento professionale della lavorazione del legno.

Dal 2004 ad oggi abbiamo organizzato numerose iniziative di sensibilizzazione e partecipazione alla nostra attività di volontariato.

Cosa abbiamo fatto in Italia?

- “Un quaderno per l’Africa”: iniziativa che consiste nella raccolta di quaderni, penne, matite ed altro materiale scolastico da inviare ai bimbi ghanesi; così il quaderno, oltre che oggetto utile, diventa anche un simbolo di solidarietà ed amicizia, semplice ma efficace.

- Iniziative presso luoghi pubblici come teatri scuole con incontri, dibattiti, conferenze, ospiti più o meno famosi e musica. Insomma ogni attività culturale che possa sensibilizzare al volontariato e alla cooperazione.

- Presenza di un nostro banco espositivo presso festival culturali, feste natalizie, iniziative comunali, sagre ecc.

- Mostre di materiale fotografico e video presso botteghe del commercio equo-solidale ed eventi in cui abbiamo illustrato i nostri viaggi di volontariato in Ghana.

- Cene di autofinanziamento per i nostri progetti, che diventano occasione per scambiarci idee, proposte e per conoscere nuove persone disposte ad aiutarci.

La testimonianza di una volontaria in Ghana.

"Io sono stata in Ghana come volontaria nell’estate 2007, da fine luglio a fine agosto.
Sono partita con altri due ragazzi di Ingegneria Senza Frontiere di Modena.
Il nostro compito è stato quello di portare avanti i progetti già avviati.
In particolare abbiamo, insieme a ragazzi e muratori del posto, costruito lo stabile che ospita la scuola professionale.
Inoltre abbiamo visitato le principali strutture sanitarie della zona, per conoscerne le condizioni effettive e sondare il terreno per poi elaborare quelli che sono diventati i progetti riguardanti la sanità (ristrutturazione Health Center, ambulatorio, ecc.).
Ho visitato anche due centri di accoglienza  di bambini orfani o con handicap fisici  e mentali, conoscendo così altri volontari (principalmente olandesi) che da anni sono in Ghana per prendersi cura di questi bambini e altri invece, sempre volontari, che erano lì come me tramite associazioni onlus per un periodo più breve.
In questi centri, che si trovano a Nkoranza vicino al nostro, i bambini e i ragazzi vengono coinvolti attivamente in attività pratiche, manuali e ricreative di ogni tipo (nella comunità di Hand in Hand si fabbricano collane,borse, ecc.).
Infine ho aiutato a distribuire, sia in questi centri che in altri luoghi di Nkoranza e del vicino villaggio di Busunya, materiale scolastico, carrozzine, medicine, indumenti, tute da calcio per le squadre locali donate da un’associazione calcistica di Carpi.
Ognuna di queste attività è stata l’occasione per celebrare una grande festa, secondo il costume locale.
A queste feste erano presenti sia il principe del villaggio che le autorità politiche, oltre che tutta la popolazione radunata.
Oltre a portare avanti i progetti, il viaggio è servito anche a farmi conoscere il Ghana, poiché ho visitato diversi luoghi di interesse (parchi naturali, chiese, moschee, santuari dedicati agli animali sacri, altre città importanti del Ghana) viaggiando soprattutto verso Nord, arrivando al confine con il Burkina Faso.

Questa esperienza mi ha dato molto soprattutto a livello relazionale, poiché ho conosciuto tanti ragazzi ghanesi con i quali ho convissuto giornalmente all’interno del centro di Africa Libera e coi quali ho condiviso problematiche ma anche momenti positivi e divertenti.
Infatti ciò che  più mi è rimasto impresso di queste zone del Ghana è la positività generale che si respira, nonostante si abbia la percezione della grande differenza tra la propria condizione e quella occidentale.
Questo rapporto con una cultura così diversa dalla mia mi ha dato tantissimi spunti di riflessione e mi ha posto tanti dubbi positivi, perché mi ha costretto ad allargare la mia mentalità e a considerare tanti dettagli che trascuravo.
Ho compreso che non è così facile dare il proprio aiuto in queste zone e che bisogna scontrarsi con una cultura diversa e con abitudini diverse, ma ho anche capito che è dal confronto che si pongono le basi per venire incontro alle richieste del paese senza snaturarne le tradizioni e senza cadere negli stereotipi imposti dal nostro modello occidentale.
Consiglio a tutti un’esperienza del genere, perché arricchisce e forma, e allo stesso tempo permette di viaggiare e fare turismo  responsabile."


Stefania Cogliano

Cosa stiamo facendo, cosa faremo?

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